BPA
Il bisfenolo A (BPA) è una delle sostanze più rigorosamente regolamentate nei materiali destinati al contatto con gli alimenti. Di seguito spieghiamo cos’è, come lo regolamenta l’UE e qual è la posizione degli IBC riutilizzabili VARIBOX. I contenitori VARIBOX sono già utilizzati quotidianamente nel settore alimentare e delle bevande, e alcuni dei nostri maggiori clienti nell’industria chimica e dei detergenti utilizzano gli imballaggi VARIBOX per distribuire i propri prodotti in quel settore. La sicurezza dei materiali in un contesto di contatto con gli alimenti non è per noi una considerazione nuova; è qualcosa che teniamo in conto nella progettazione fin dall’inizio.

Cos’è il BPA?
Il bisfenolo A (BPA) è una sostanza chimica industriale utilizzata principalmente per produrre materie plastiche in policarbonato e resine epossidiche, ad esempio in alcune bottiglie, rivestimenti di lattine per alimenti e determinati rivestimenti protettivi. Non viene utilizzato per produrre il polietilene (PE) con cui sono realizzati gli IBC VARIBOX e i contenitori Rotovia. Il BPA ha attirato l’attenzione dei regolatori perché piccole quantità possono migrare dall’imballaggio all’alimento, e le autorità sanitarie hanno progressivamente ridotto il livello di esposizione considerato sicuro.


Come regolamenta l’UE il BPA?
Il BPA è regolamentato nell’ambito del quadro normativo dell’UE sui Materiali a Contatto con gli Alimenti (MOCA), un percorso legale diverso da quello del Regolamento su Imballaggi e Rifiuti di Imballaggio (PPWR, Reg. (UE) 2025/40). Il PPWR disciplina la progettazione, la riciclabilità e il riutilizzo degli imballaggi; le norme MOCA disciplinano quali sostanze possono entrare in contatto con gli alimenti. La normativa è stata progressivamente inasprita: il BPA è stato vietato nei biberon in policarbonato nel 2011, i limiti di migrazione del BPA in vernici e rivestimenti sono stati ridotti a 0,05 mg/kg nel 2018, e nel 2023 una nuova valutazione di sicurezza dell’EFSA ha portato a un’assunzione giornaliera tollerabile molto più bassa. La direzione è chiara: l’UE si sta muovendo verso l’eliminazione totale del BPA dai materiali a contatto con gli alimenti, e non solo verso una limitazione della migrazione.
Qual è la posizione dei prodotti VARIBOX?
Gli IBC VARIBOX sono realizzati in PE, una poliolefina che non richiede BPA o additivi a base di bisfenolo nella produzione, a differenza dei materiali in policarbonato o rivestiti in epossidico. Poiché il BPA non è una materia prima né un ausiliario di processo nel nostro sistema di resine, non viene aggiunto durante la produzione dei contenitori VARIBOX e non è una fonte di migrazione di BPA come può esserlo l’imballaggio in policarbonato o rivestito in epossidico.

Uno sguardo più approfondito al calendario normativo
| Anno | Sviluppo |
|---|---|
| 2011 | Il BPA viene vietato nei biberon in policarbonato (Direttiva 2011/8/UE) |
| 2018 | Il limite di migrazione del BPA in vernici e rivestimenti sui materiali a contatto con gli alimenti viene ridotto a 0,05 mg/kg (Regolamento della Commissione (UE) 2018/213) |
| 2023 | L’EFSA riesamina il BPA e riduce significativamente l’assunzione giornaliera tollerabile (TDI), citando effetti sul sistema immunitario a basse esposizioni |
| 2024–2026 | L’UE si muove verso una restrizione più ampia del BPA nei materiali a contatto con gli alimenti, in seguito al parere dell’EFSA, con disposizioni transitorie per le scorte già in circolazione |
Sostituzione discutibile: perché “senza BPA” non basta
Quando il BPA è stato messo sotto pressione normativa, alcuni produttori sono passati a sostanze chimicamente affini — il bisfenolo S (BPS) e il bisfenolo F (BPF) — strutturalmente simili e che, secondo un crescente numero di studi, potrebbero comportare alcune delle stesse preoccupazioni biologiche. Un materiale può essere legittimamente etichettato come “senza BPA” e contenere comunque un sostituto con un profilo di sicurezza non ancora chiarito. Questo è uno dei motivi per cui VARIBOX non si basa affatto sulla chimica dei bisfenoli: il nostro sistema di resina in HDPE non richiede BPA, BPS né BPF come punto di partenza, quindi non esiste alcuna questione di sostituzione da gestire.
Riutilizzo, migrazione e scelta del materiale
Il rischio di migrazione è funzione del materiale, del tempo di contatto e del numero di cicli d’uso. Gli imballaggi a uso unico o a breve durata, che si basano su rivestimenti epossidici o componenti in policarbonato, hanno un profilo di migrazione che i regolatori riesaminano al variare delle modalità d’uso. Un IBC in PE riutilizzabile, pulito e riutilizzato attraverso numerosi cicli, si basa su una chimica delle resine che non introduce fin dall’inizio quella stessa categoria di rischio — il che spiega in parte perché l’imballaggio riutilizzabile venga sempre più considerato la scelta più resiliente man mano che le norme sul contatto alimentare si inaspriscono.
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Argomenti sul BPA spiegati
Le domande più comuni sul BPA e sulla conformità normativa in materia di contatto alimentare, e la posizione di VARIBOX su ciascuna di esse — espandi qualsiasi argomento per maggiori dettagli.
Il BPA è vietato nell’UE?
Il BPA è ora vietato in quasi tutti i materiali a contatto con gli alimenti nell’UE ai sensi del Regolamento della Commissione (UE) 2024/3190, in seguito a una nuova valutazione dell’EFSA del 2023 che ha rilevato rischi per la salute a livelli di esposizione molto più bassi di quanto si pensasse in precedenza. Un numero limitato di applicazioni tecniche specifiche mantiene periodi transitori più lunghi per l’attuale mancanza di materiali alternativi, ma la direzione normativa è un’eliminazione completa e non solo un inasprimento dei limiti di migrazione.
La normativa sul BPA si applica agli IBC VARIBOX?
Sì. Essendo un prodotto destinato al contatto con gli alimenti nell’UE, VARIBOX è soggetto al quadro normativo MOCA, incluse le restrizioni sul BPA. Gli IBC VARIBOX sono realizzati in PE, non nei materiali in policarbonato o a base epossidica associati al BPA, quindi nessun additivo di BPA o a base di bisfenolo viene utilizzato nella produzione — il che rende la conformità semplice piuttosto che il risultato di un’esenzione.
È lo stesso della conformità al PPWR?
No. Il PPWR disciplina la progettazione, la riciclabilità e il riutilizzo degli imballaggi. Il BPA rientra in norme UE separate sui materiali a contatto con gli alimenti. Un prodotto può essere pronto per il PPWR e, separatamente, dover affrontare le norme sulle sostanze a contatto con gli alimenti — i due aspetti vengono valutati in modo indipendente.
I prodotti VARIBOX sono idonei al contatto alimentare?
VARIBOX è disponibile nelle versioni Food, conformi ai requisiti pertinenti del Regolamento (UE) n. 10/2011 e degli articoli 3, 11(5), 15 e 17 del Regolamento (CE) n. 1935/2004, entrambi come modificati, e conformi al Regolamento (UE) 2024/3190 relativo all’uso del bisfenolo A (BPA). Se utilizzato come specificato, sia la migrazione globale che la migrazione specifica non superano i limiti di legge.
Il polietilene riciclato influisce sul rischio di BPA?
Il BPA non fa parte della chimica della resina PE, quindi l’uso di PE riciclato non introduce alcun percorso di esposizione al BPA. Il materiale con contenuto riciclato è comunque soggetto ai requisiti di idoneità al contatto alimentare — nell’UE questo è disciplinato dal Regolamento (UE) 2022/1616 sui materiali e oggetti in plastica riciclata destinati al contatto con gli alimenti, applicato allo stesso modo della resina vergine.
Come viene testata o certificata la conformità?
I test di migrazione per i materiali a contatto con gli alimenti seguono metodi armonizzati a livello UE ai sensi del Regolamento (UE) 10/2011, tipicamente la serie di test EN 1186, eseguiti da laboratori terzi accreditati ISO 17025.
Che relazione c’è con il REACH?
Il BPA è inoltre soggetto a restrizioni ai sensi del REACH (Regolamento (CE) 1907/2006) per determinati usi diversi dal contatto alimentare, come la carta termica. Le norme sul contatto alimentare descritte in questa pagina si applicano insieme, e non in sostituzione, agli obblighi previsti dal REACH.
Glossario
- BPA (Bisfenolo A) — Sostanza chimica industriale storicamente utilizzata per produrre materie plastiche in policarbonato e resine epossidiche, ora soggetta a rigide restrizioni nell’UE nei materiali a contatto con gli alimenti.
- PE (Polietilene) — La materia plastica poliolefinica utilizzata per produrre gli IBC VARIBOX, che non contiene né richiede BPA o additivi a base di bisfenolo.
- MOCA (Materiali e Oggetti a Contatto con gli Alimenti) — La categoria normativa dell’UE che comprende qualsiasi materiale od oggetto destinato a entrare in contatto con gli alimenti, inclusi imballaggi, contenitori e rivestimenti.
- EFSA (Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare) — L’organismo scientifico dell’UE responsabile della valutazione dei rischi per la salute legati agli alimenti, inclusa la revisione del 2023 che ha portato a norme più severe sul BPA.
- Limite di migrazione — La quantità massima consentita di una sostanza che può trasferirsi da un materiale a contatto con gli alimenti all’alimento stesso.
- TDI (Assunzione Giornaliera Tollerabile) — La quantità stimata di una sostanza che una persona può assumere quotidianamente per tutta la vita senza un rischio apprezzabile per la salute, come stabilito dall’EFSA.
- Regolamento (UE) 2024/3190 — Il regolamento UE che vieta il BPA in quasi tutti i materiali a contatto con gli alimenti, con periodi transitori limitati per applicazioni tecniche specifiche.
- Regolamento (UE) 10/2011 — Il regolamento base dell’UE che disciplina i materiali e gli oggetti in plastica destinati al contatto con gli alimenti, inclusi i requisiti sui test di migrazione.
- REACH (Registrazione, Valutazione, Autorizzazione e Restrizione delle sostanze Chimiche) — Il regolamento quadro dell’UE (CE n. 1907/2006) che disciplina la sicurezza delle sostanze chimiche.
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