Minimizzazione degli imballaggi

Ridurre gli imballaggi significa innanzitutto averne bisogno di meno. La minimizzazione degli imballaggi sembra semplice: usare meno materiale, rendere gli imballaggi più leggeri e ridurre lo spazio superfluo. Ai sensi del Regolamento sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio (PPWR), tuttavia, la minimizzazione va ben oltre la semplice riduzione della quantità di materiale utilizzata in un singolo imballaggio.

IBC riutilizzabile VARIBOX

Più sicuro

Riutilizzabile

Sostenibile

Minimizzazione degli imballaggi ai sensi del PPWR

Dal 2030 la minimizzazione degli imballaggi diventa un requisito concreto di progettazione e di conformità. Gli imballaggi immessi sul mercato dell’UE devono essere progettati in modo che il loro peso e il loro volume siano ridotti al minimo necessario per mantenerne la funzionalità.

Per gli imballaggi industriali riutilizzabili come l’IBC VARIBOX, ciò apre una prospettiva interessante. La minimizzazione inizia con l’ottimizzazione del singolo imballaggio, mentre il riutilizzo ci permette di guardare anche al quadro generale: di quante nuove unità di imballaggio ha realmente bisogno una catena di approvvigionamento?

Ciò si inserisce nella più ampia transizione verso la prevenzione, il riutilizzo e sistemi di imballaggio più efficienti delineata nel VARIBOX PPWR Playbook.

Cosa significa minimizzazione degli imballaggi ai sensi del PPWR?

Il requisito centrale è contenuto nell’articolo 10 del PPWR.

Dal 1° gennaio 2030 i fabbricanti e gli importatori devono garantire che gli imballaggi siano progettati in modo che il loro peso e il loro volume siano ridotti al minimo necessario per assicurarne la funzionalità, tenendo conto della forma e del materiale dell’imballaggio.

È importante sottolineare che il PPWR non prescrive una percentuale universale di cui ogni imballaggio debba diventare più leggero o più piccolo. Il requisito si basa invece sulla funzionalità.

Un imballaggio può utilizzare il materiale e il volume realmente necessari per svolgere la propria funzione, ma il peso o il volume superflui devono essere eliminati già in fase di progettazione.

Questa distinzione è particolarmente importante per gli imballaggi industriali. Un IBC deve contenere in sicurezza il proprio contenuto, resistere al riempimento, alla movimentazione e al trasporto, proteggere il prodotto e funzionare correttamente per tutto l’utilizzo previsto. Nel caso degli imballaggi riutilizzabili, il contenitore deve inoltre rimanere idoneo a un uso ripetuto.

“Quanto possiamo rendere leggero questo contenitore?”

La domanda più pertinente è:

“Di quale peso e di quale volume ha realmente bisogno questo contenitore per svolgere la propria funzione in modo sicuro ed efficace?”

Come si determina ciò che è realmente necessario?

Il PPWR non lascia la definizione di ‘necessario’ interamente aperta all’interpretazione. L’allegato IV stabilisce i criteri prestazionali di cui occorre tenere conto nel valutare il peso e il volume minimi necessari di un imballaggio.

Tali criteri comprendono fattori quali la protezione del prodotto, i processi di fabbricazione dell’imballaggio, la logistica, la funzionalità dell’imballaggio, i requisiti informativi, l’igiene e la sicurezza e i requisiti di legge.

Ciò è importante perché la minimizzazione non dovrebbe mai andare a scapito della funzione essenziale dell’imballaggio.

Resistenza meccanica

Una certa quantità di materiale può, ad esempio, essere necessaria per garantire la resistenza meccanica durante il trasporto.

Riempimento, movimentazione e svuotamento

Una determinata costruzione può essere necessaria per consentire in sicurezza il riempimento, la movimentazione e lo svuotamento.

Un imballaggio può dover resistere a urti, impilamento, compressione o altre sollecitazioni lungo tutta la catena di approvvigionamento. Anche i requisiti di igiene, di sicurezza e normativi possono determinare ciò che è necessario.

Per gli imballaggi industriali riutilizzabili, la durabilità assume particolare rilevanza. Un contenitore riutilizzabile deve essere sufficientemente robusto da svolgere ripetutamente la propria funzione. Eliminare materiale necessario per garantire un uso sicuro e ripetuto non rappresenterebbe una minimizzazione efficace.

Il principio non è quindi il ‘minimo possibile’, ma il ‘minimo necessario’.

La sfida consiste nell’eliminare ciò che è superfluo, mantenendo tutto ciò che serve all’imballaggio per svolgere la funzione prevista.

Nessun imballaggio superfluo solo per far sembrare un prodotto più grande

Il PPWR affronta anche le caratteristiche degli imballaggi che creano volume aggiuntivo senza svolgere una funzione di imballaggio necessaria.

Elementi come doppi fondi e strati superflui non possono essere aggiunti semplicemente per aumentare il volume percepito di un prodotto quando non sono giustificabili rispetto ai criteri prestazionali pertinenti.

Si tratta di un importante cambiamento di mentalità. Ogni parte aggiuntiva dell’imballaggio deve avere una ragione d’essere.

Il marketing e l’accettazione da parte dei consumatori non dovrebbero, da soli, giustificare peso o volume aggiuntivi dell’imballaggio. Il Regolamento prevede eccezioni specifiche, ma il principio generale è chiaro: l’imballaggio aggiuntivo necessita di una giustificazione funzionale.

Per gli imballaggi industriali, ciò rafforza l’idea che le scelte progettuali debbano essere sempre più legate alle prestazioni. Se materiale aggiuntivo, volume o una determinata caratteristica progettuale sono necessari per la sicurezza, la protezione, la logistica o un’altra funzione riconosciuta, c’è una ragione per averli. Se non svolgono alcuna funzione necessaria, il PPWR spinge a eliminarli.

Anche lo spazio vuoto fa parte dell’equazione

La minimizzazione degli imballaggi ai sensi del PPWR non si ferma al materiale dell’imballaggio. Anche lo spazio vuoto fa parte della discussione.

Per gli imballaggi multipli, gli imballaggi per il trasporto e gli imballaggi per il commercio elettronico, l’articolo 24 introduce un rapporto massimo di spazio vuoto del 50 percento, secondo il calendario di attuazione stabilito dal Regolamento. L’intento è chiaro: la soluzione allo spazio superfluo non deve essere un maggiore uso di imballaggi.

Anche gli imballaggi per la vendita sono interessati. Dal 12 febbraio 2028 gli operatori economici che riempiono imballaggi per la vendita devono ridurre lo spazio vuoto al minimo necessario per garantire la funzionalità dell’imballaggio, compresa la protezione del prodotto. Laddove spazio aggiuntivo o spazio di testa siano realmente necessari per il corretto funzionamento dell’imballaggio, ciò può ancora essere rilevante, ma lo spazio deve avere uno scopo.

Per gli IBC, lo spazio di testa è più complesso

Per gli IBC la questione è più complessa, poiché la normativa sul trasporto di merci pericolose (ADR) richiede un determinato spazio di testa.

Al punto 4.1.1.4 l’ADR stabilisce: “Quando si riempiono di liquidi gli imballaggi, compresi gli IBC e i grandi imballaggi, deve essere lasciato un margine di riempimento (spazio vuoto) sufficiente per garantire che la dilatazione del liquido causata dalle temperature che possono verificarsi durante il trasporto non provochi né perdite né deformazioni permanenti dell’imballaggio.”

Questo grado massimo di riempimento è compreso tra il 90 e il 98% della capacità dell’IBC, a seconda del punto di ebollizione della merce pericolosa.

È importante distinguere queste disposizioni dall’articolo 10 del PPWR. L’articolo 10 riguarda la minimizzazione del peso e del volume della progettazione stessa dell’imballaggio. L’articolo 24 tratta gli imballaggi eccessivi e lo spazio vuoto in specifiche situazioni di imballaggio.

Insieme, dimostrano che la minimizzazione ai sensi del PPWR è molto più ampia della semplice eliminazione di qualche grammo di materiale.

Imballaggi riutilizzabili: una distinzione importante

Per VARIBOX, l’articolo 24 contiene una distinzione particolarmente rilevante.

Gli imballaggi riutilizzabili utilizzati nell’ambito di un sistema di riutilizzo sono esentati dallo specifico obbligo relativo allo spazio vuoto massimo del 50 percento. Ciò non significa tuttavia che gli imballaggi riutilizzabili siano esentati del tutto dalla minimizzazione degli imballaggi.

Gli imballaggi riutilizzabili devono comunque soddisfare i requisiti applicabili dell’articolo 10.

Questa distinzione è importante quando si parla di VARIBOX e del PPWR. Sarebbe eccessivo affermare che un VARIBOX soddisfi automaticamente i requisiti di minimizzazione degli imballaggi del PPWR solo perché è riutilizzabile.

Il riutilizzo non sostituisce il requisito di minimizzazione. L’imballaggio riutilizzabile stesso deve comunque essere progettato in modo adeguato e il suo peso e il suo volume devono comunque essere giustificabili in base alla funzionalità richiesta.

Il riutilizzo diventa particolarmente interessante quando si considera la questione più ampia di quanti imballaggi siano necessari a una catena di approvvigionamento nel tempo.

Anche la conformità deve essere dimostrata

La minimizzazione degli imballaggi è più di un’ambizione di sostenibilità. Ai sensi del PPWR, i fabbricanti e gli importatori devono essere in grado di dimostrare la conformità ai requisiti applicabili agli imballaggi.

La valutazione della minimizzazione è quindi direttamente collegata alla documentazione tecnica.

In pratica, ciò significa che deve esistere una base tecnica che spieghi perché un determinato peso, volume, forma o caratteristica progettuale è necessario. Se è necessario materiale aggiuntivo per la protezione del prodotto, una logistica sicura, il riempimento, l’uso ripetuto, l’igiene o un altro criterio prestazionale riconosciuto, tale scelta deve poter essere motivata.

Ciò cambia la natura del dibattito sulla minimizzazione.

Non è più sufficiente affermare semplicemente che un imballaggio è stato ‘ottimizzato’. Le aziende devono sempre più comprendere ciò che è necessario affinché i loro imballaggi svolgano la propria funzione ed essere in grado di motivare le scelte progettuali che ne sono alla base.

Per gli imballaggi industriali ciò è particolarmente importante, perché la soluzione più leggera non è automaticamente la migliore o la più conforme. Sicurezza, durabilità, protezione del prodotto e funzionalità restano essenziali.

Minimizzare significa eliminare l’eccesso, non la funzione.

Come il riutilizzo cambia la prospettiva

È qui che il caso VARIBOX diventa particolarmente rilevante.

Si consideri una catena di approvvigionamento industriale basata su imballaggi monouso. Ogni nuova consegna richiede un’ulteriore unità di imballaggio. Ogni singolo imballaggio può essere ottimizzato: si può utilizzare meno materiale, ridurre le dimensioni ed eliminare il peso superfluo.

Ma una volta che l’imballaggio ha completato il suo ciclo monouso, per la consegna successiva serve un’altra unità.

Un VARIBOX riutilizzabile funziona diversamente.

Lo stesso IBC è progettato per circolare attraverso più cicli di utilizzo. Invece di introdurre continuamente una nuova unità di imballaggio monouso nella catena di approvvigionamento, un imballaggio esistente può essere restituito e riutilizzato.

Ciò non modifica la definizione giuridica di minimizzazione degli imballaggi di cui all’articolo 10. Il PPWR non afferma che gli imballaggi riutilizzabili siano automaticamente considerati minimizzati perché possono sostituire più unità monouso nel corso della loro vita utile.

Il riutilizzo introduce però una seconda prospettiva, molto rilevante.

Con imballaggi monouso

Con gli imballaggi monouso, la domanda sulla minimizzazione diventa spesso:

“Quanto poco materiale possiamo usare per ogni nuovo contenitore?”

Con imballaggi riutilizzabili

Con gli imballaggi riutilizzabili diventa possibile un’altra domanda:

“Di quanti nuovi contenitori ha realmente bisogno questa catena di approvvigionamento?”

È qui che il dibattito va oltre l’ottimizzazione di una singola unità di imballaggio e si estende all’uso degli imballaggi lungo un’intera catena di approvvigionamento.

Dalla minimizzazione di un singolo imballaggio alla minimizzazione complessiva degli imballaggi

La minimizzazione degli imballaggi e il riutilizzo non sono quindi la stessa cosa, ma possono rafforzarsi a vicenda.

Il PPWR impone alle aziende di esaminare in modo critico il singolo imballaggio. Il suo peso è necessario? Il suo volume è necessario? Ogni elemento progettuale svolge una funzione reale? Si evita lo spazio vuoto superfluo? E queste scelte possono essere giustificate tecnicamente?

Il riutilizzo aggiunge una prospettiva più ampia, a livello di sistema.

Un VARIBOX riutilizzabile può svolgere ripetutamente la sua funzione di imballaggio per tutta la sua vita utile. Invece di introdurre un’unità di imballaggio monouso di nuova produzione per ogni ciclo, l’imballaggio rimane in circolazione e continua a svolgere la funzione per cui è stato progettato.

Si tratta di una distinzione importante per il discorso di VARIBOX sulla minimizzazione. L’argomentazione non dovrebbe essere che un IBC riutilizzabile possa semplicemente essere più pesante perché è riutilizzabile, né che il riutilizzo garantisca automaticamente la conformità all’articolo 10. Il singolo VARIBOX deve comunque soddisfare i requisiti di minimizzazione applicabili.

L’opportunità sta nel combinare entrambe le idee.

Per prima cosa, progettare l’imballaggio in modo che il suo peso e il suo volume non superino quanto necessario per funzionare in modo sicuro ed efficace. Poi, ove il riutilizzo sia appropriato, far sì che quell’imballaggio continui a svolgere la propria funzione per più cicli, anziché sostituirlo ripetutamente con una nuova unità monouso.

In questo modo il dibattito sulla minimizzazione passa dalla sola domanda:

“Quanto può essere leggero un contenitore?”

alla domanda, molto più ampia:

“Di quanti contenitori ha realmente bisogno questo flusso di spedizioni?”

È qui che gli imballaggi riutilizzabili possono sostenere l’orientamento più ampio del PPWR. Meno peso superfluo. Meno volume superfluo. Meno spazio vuoto superfluo. E, grazie al riutilizzo, potenzialmente meno nuove unità di imballaggio immesse nella catena di approvvigionamento fin dall’inizio.

Perché una minimizzazione degli imballaggi efficace non consiste solo nel rendere un imballaggio più piccolo o più leggero. Consiste nell’utilizzare non più imballaggi di quanto sia realmente necessario per svolgere il lavoro.

Vuoi parlare di minimizzazione degli imballaggi e riutilizzo?

Scopri come gli IBC riutilizzabili VARIBOX possono supportare la tua strategia di imballaggio e aiutarti a valutare l’uso degli imballaggi lungo cicli ripetuti della catena di approvvigionamento.

I nostri Intermediate Bulk Container VARIBOX

Forniamo imballaggi per la distribuzione di prodotti chimici che eccellono in sicurezza, riutilizzabilità e sostenibilità.

IBC VARIBOX Single Containment

VARIBOX

Single Containment
  • Durata 10 volte superiore rispetto ad altri IBC
  • Materiale riciclabile al 99%
  • Valvola DN50-PN10 per impieghi gravosi
IBC VARIBOX Full Containment su un carrello elevatore in un magazzino

VARIBOX

Full Containment
  • Contenimento delle fuoriuscite integrato al 110%
  • Durata 10 volte superiore
  • <0,5 litri di residui dopo l’uso
IBC VARIBOX Compact Containment

VARIBOX

Compact Containment
  • Elimina il sollevamento manuale
  • Non richiede vasche di raccolta
  • Sistema chiuso al 100%
VARIBOX Drumtainer

VARIBOX

Drumtainer
  • Sovraimballaggio mobile per fusti
  • Contenimento delle fuoriuscite integrato al 110%
  • Non richiede vasche di raccolta

Connect+

Pieno controllo della tua flotta di IBC grazie al monitoraggio in tempo reale e alle analisi dettagliate. Pack AI offre una soluzione intelligente per il settore degli imballaggi riutilizzabili, che comprende sia hardware che software, consentendoti di ottenere il massimo controllo, ridurre al minimo le perdite e prolungare la durata della tua flotta di IBC.